(ANS – Bruxelles) – Il 9 giugno 2026, il Parlamento Europeo ha ospitato un seminario di dialogo ad alto livello ai sensi dell’articolo 17 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europeo (TFUE) intitolato “Salute e benessere nell’era dell’Intelligenza Artificiale: comunità che affrontano l’isolamento e i rischi digitali.” L’evento ha riunito rappresentanti di organizzazioni religiose e non confessionali, insieme a funzionari della Commissione Europea e della Presidenza di turno del Consiglio dell’UE, per riflettere sulle profonde trasformazioni sociali guidate dall’Intelligenza Artificiale.
Il seminario mirava a promuovere un dialogo strutturato e inclusivo sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale per le relazioni umane, la vita comunitaria e il benessere individuale. Particolare attenzione è data alle sfide emergenti come l’isolamento digitale, i danni online e l’erosione dei legami sociali; fenomeni che influenzano sempre più la salute mentale, emotiva e sociale degli individui e delle comunità in tutta Europa. In questo contesto, i partecipanti hanno esplorato come individui e organizzazioni che operano fondandosi sui valori e le organizzazioni della società civile possano contribuire a salvaguardare la dignità umana in un ambiente sempre più digitalizzato.
Su richiesta della vicepresidente Antonella Sberna, il programma ha previsto una tavola rotonda incentrato sui giovani, riconoscendo l’impatto specifico e spesso sproporzionato che la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale hanno su bambini, adolescenti e giovani. Questa sessione, provvisoriamente intitolato “Nativi digitali, alla ricerca di significato: i giovani che navigano nell’intelligenza artificiale, nell’isolamento e nel benessere” riflette la convinzione condivisa che i giovani non dovrebbero essere considerati solo beneficiari delle politiche, ma contributori attivi al dibattito.
Per conto del “Don Bosco International” (DBI), il Prof. Paweł Wątor SDB, membro del Settore per la Pastorale Giovanile e docente dell’Università Pontificia Salesiana (UPS), è stato invitato a contribuire a questa discussione in qualità di relatore ospite, offrendo una prospettiva fondata sulla sua vasta esperienza nell’accompagnare i giovani in tutta Europa. In qualità di voce rappresentativa dei giovani a livello europeo, l’intervento del Prof. Wątor ha evidenziato le realtà vissute dai giovani che navigano negli spazi digitali, dove spesso sperimentano solitudine e isolamento sociale. In risposta a queste sfide attuali, e avvalendosi del suo ricco bagaglio salesiano, ha chiesto investimenti più consistenti per migliorare gli approcci basati sulla comunità, l’educazione e le misure preventive come strumenti chiave per affrontare i rischi digitali e promuovere il benessere.
L’iniziativa ha fatto parte del più ampio meccanismo di dialogo previsto dall’art. 17 del TFUE, che promuove un impegno aperto, trasparente e regolare tra le istituzioni e le chiese europee, le associazioni religiose e le organizzazioni filosofiche. In questo quadro, il seminario ha rappresentato un’importante opportunità per garantire che le prospettive etiche, sociali e incentrate sull’uomo rimangano centrali nel plasmare la risposta dell’Europa al cambiamento tecnologico.
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